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Top capi WorkWear

Di Gianluca Paoletti (GRANPASSO)


Questo secondo capitolo, sperando il primo sia stato di vostro gradimento, vedrà come protagonisti alcuni dei miei pezzi preferiti per quanto riguarda lo stile workwear e che non possono mancare in un guardaroba di un vero vintage lover!

Chiaramente il co-protagonista di questo articolo è il vintage militare, dal quale proviene praticamente quasi tutto il DNA di quello che indossiamo quotidianamente.

Come sempre tutto quello che è riportato qui è frutto di quella che è la mia passione! Buona lettura.


Camicia Chambray

Le origini di questo tessuto pare affondino le radici nella Francia del ‘500.

Cugino alla lontana del denim, lo Chambray che prende il nome dall’omonima cittadina a pochi km di distanza da Parigi, si ottiene con la lavorazione di fili bianchi intrecciati con con l’ordito colorato, in genere azzurro. Ne deriva così una stoffa caratterizzata da una grande robustezza ma allo stesso tempo morbida, quindi piacevole da indossare, che con i lavaggi e l’utilizzo tende a divenire ancora più mordibo. Ecco perchè questo tessuto, era per lo più impiegato come “uniforme” in ambito di lavori di fatica e per un certo periodo quindi va a distinguere nettamente una classe sociale, spina dorsale di nazioni come gli USA, che fondano il proprio sviluppo e sforzo economico proprio grazie al sudore versato su questi capi. La USN (la marina americana) adotta la camicia in chambray e da qui diventerà a dir poco “leggendaria” assieme ad un’indistruttibile paio di denim dalla vestibilità ampia, costituiscono l’uniforme standard da fatica per il personale imbarcato.

Ad oggi ne sono pervenuti a noi esemplari straordinari, che con il tempo l’usura ed i lavaggi hanno acquisito delle patine da far impazzire tutti i più grandi collezionisti.

Ed ecco qui coniato il termine Salty che va a sposarsi alla perfezione con questo ambito. Nel tempo moltissime aziendedi abbigliamento hanno iniziato a produrre queste camicie destinate ai lavori più disparati, di fatto alla fine degli anni ’20 negli States viene coniato il termine: Blue Collar, cheandava ad indicare proprio la categoria dei lavoratori, la quale si contraddistinguevano per l’usanza di indossare camicie in chambray come parte della loro uniforme.

Ad oggi queste camicie di aziende storiche come: Big Smith, Big Mac, Lee, Blue Bell etc etc sono considerate veri e propri “ Sacro Graal”.



Non disperate miei cari amici, di queste camicie se ne trovano tantissime, in quanto la produzione era massificata, anche di epoche più recenti, è possibile quindi trovare tantissime alternative ma altrettanto belle.

Abbinare questo capo non solo è semplicissimo ma è anche divertente, ci si può sbizzarirre nelle maniere più disparate in quanto è fatta generalmente di un colore neutro e che praticamente si sposa benissimo con tutto, anche se a mio modesto parere la combinazione migliore rimane e sempre rimarrà chambray + denim come i vecchi marinai ci hanno isegnato.


Dungarees

Queste tute anche se in teoria unisex, erano quasi ed esclusivamente appannaggio degli uomini, le donne che volevano indossarne una dovevano per forza di cose accontentarsi di quelle destinate agli uomini, andandone a modificare la taglia e la vestibilità.


Il vento però cambio con lo scoppio delprimo conflitto mondiale, quando mentre gli uomini erano al fronte a combattere, le donne vennero chiamate nelle fabbriche, per sostenere lo sforzo bellico.






E’ da questo momento in poi che si iniziano a produrre modelli più femminili.


Circa agli inizi degli anni’50 subito dopo il secondo conflitto mondiale, le tute passarono dall’essere utilizzate prettamente in ambito lavorativo al divenire un capo fashion in quanto, come la maggior parte degli indumenti, svariate star di holliwood ( Clint Eastwood, Jhon Wayne etc etc) iniziarono ad indossarle.

Da questo momento in poi, scoppio una vera e propria mania per questo capo e le più disparate aziende di abbigliamento iniziarono a produrne di ogni genere.

Anche in questo caso, si tratta di qualcosa di estremamente versatile. Devo dire però che non però semplicissimo da portare, o meglio spesso mi capita di parlare con persone che mi dicono: “No assolutamente, non potrei mai mettere una cosa del genere”.


Oppure: “ Sembrerei ridicolo” Capisco e comprendo questo chiamiamolo così “blocco” ma fidatevi, non c’è nulla di più comodo e cool per me personalmente, di fatti una volta indossata una non si riesce più a smettere, non a caso è un capo che non tramonterà mai.

La sua combinazione perfetta per me può essere con una bella camicia chambray come descritta nel punto uno, per poter così ricreare un outfit in perfetto stile workwear. La scarpa poi gioca un ruolo da protagonista, quello che andrei a fare è spezare il tutto con qualcosa di classico, come una bella Alden!



Field Shoes Type N-1


Ci troviamo storicamente a cavallo della primavera del 1943 e la marina americana ha finalmente ideato, sperimentato e quindi approvato un nuovo “pacchetto” di uniformi appositamente studiato per offrire maggiore protezione dagli elementi. I nuovi articoli avevano come nomenclatura le sigle N-1 , N-2 , N-3, questi indumenti furono pensati sia per climi freddi che per quelli più caldi, dato che la macchina bellica americana era impiegata praticamente in qualsiasi tipo di scenario meteorologico e climatico in tutto il mondo. Marinai e personale di terra potevano quindi ora contare su una maggiore protezione dal freddo grazie a fodere in lana o alpaca, dalla piogga grazie a cerate impermeabilizzate e così via contro tutti gli elementi.

Le altre innovazioni introdotte, furono lo sviluppo di taglie più abbondanti, così da assicurare il principio di stratificazione degli indumenti (quello che oggi noi chiamiamo layering) e novità più grande fu la scelta del colore adottata, andando ad abbandonare il blue, nero o bianco che risultavano molto vistosi in favori del celebre: Olive drab shade 7.

Un Verde/khaki perfetto per ambienti boscosi, jungle o tropicali.

All’interno di questo pacchetto troviamo quindi la scarpa N-1, costruita con una tomaia di pelle bovina ed una suola in gomma rigenerata. Queste scarpe vennero adottate allo stesso modo dal personale USN e USMC. In periodi di guerra si sa, le materie prime vanno ben razionate, in questo caso ne abbiamo un tangibile esempio nella gomma utilizzata per le suole dei boots N-1, la gomma veniva mescolata alla fibra di corda è proprio questo procedimento che garantisce la riduzione dell’utilizzo della gomma, va a creare un’effetto maculato tipico.


Ottimo modo per poter riconoscerne un paio originale da una repro

Questa scarpa è l’ideale da portare praticamente in quasi tute le stagioni, ad accezione di periodi particolarmenti caldi. La trovo estremamente facile ma che al contempo darà sicuramente quel tocco in più ad un outfit. Sempre in tema workwear, con un bel paio di denim credo sia come si suol dire: la morte sua.


Moleskin Jacket


Se si parla di abbigliamento da lavoro o da fatica non si può dimenticare di menzionare un capo saldo workwear come la moleskin jacket. Il moleskine non è altro che il fustagno, le sue origini storiche probabilmente risalgono al medioevo, quando in particolare agricoltori e cacciatori utilizzavano questo pesante e robusto tessuto per svolgere le proprie mansioni. Con il tempo e l’industrializzazione si è continuato ad impiegare il fustagno per produrre uniformi da lavoro. In Francia con il continuo sorgere di importanti fabbriche il fustagno veniva impiegato in modo sempre più massiccio per produrre quindi giacche, pantaloni, grembiuli etc etc insomma tutto il necessario per agevolare il lavoro degli operai. Si arrivò quindi al punto di tingere di diversi colori queste uniformi in base al lavoro a cui erano destinate. Iconico è l’azzurro utilizzato per i meccanici francesi.


L’intreccio con il mondo militare è subito fatto, durante il periodo del muro di Berlino, la germania occidentale adottò il fustagno per le uniformi del proprio esercito, scegliendo però una tintura verde/grigia, più in linea con i campi da battaglia.



Come detto le moleskin francesi sono le più celebri, secondo la mia opinione hanno un fascino unico e non mi stancherò mai di ripeterlo, più sono usate e rattoppate più il fascino cresce. Il loro dettaglio più interessante è senza ombra di dubbio il caratteristico collo arrotondato che aggiunge quel pizzico di eleganza in più. Divertirsi a mixare questo pezzo in un guardaroba è una delle cose più facili ed entusiasmanti che ci siano in quanto si possono avere svariate combinazioni.


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